
Nutrizione e Invecchiamento sono intrecciati tra loro. Una alimentazione equilibrata e corretta allunga la vita, in particolare quella in buona salute. Animali sottoposti a restrizione calorica vivono di più, hanno minore incidenza di diabete, ipertensione e neoplasie rispetto a quelli alimentati ad libitum e, soprattutto, aspetto meno senescente. Nelle società occidentali la maggior parte delle persone presenta un bilancio energetico positivo ovvero mangia di più di quanto consuma. Anche per il concomitante ridursi dell’attività fisica, il peso corporeo aumenta fino alla sesta decade di età nel maschio e alla settima nella donna, con aumento del giro vita cioè del grasso corporeo addominale. In Italia, in Europa e negli USA, vi è una pandemia di sovrappeso e obesità con massima prevalenza intorno ai 60 anni nei due sessi, pandemia che sta influendo negativamente sul trend incrementale della aspettativa di vita con costi sanitari altissimi. Una alimentazione non equilibrata associata in particolare a riduzione dell’attività fisica concorre e aggrava uno dei fenomeni tipici dell’invecchiamento, caratterizzato dalla progressiva modificazione della composizione corporea, con decremento della massa muscolare, condizione denominata Sarcopenia (dal greco sarco-muscolo e penia –povertà), che comincia a manifestarsi molto precocemente e accelera dopo i 60 anni in particolare in presenza di situazioni patologiche, con importanti ricadute sullo stato di salute. L’intreccio Nutrizione-Invecchiamento è ancora più complesso. Se come mangiamo influenza come invecchiamo, anche l’invecchiamento di per sé influenza i meccanismi omeostatici alla base del senso di fame e sazietà. L’anziano mangia meno, avverte poco il senso di fame e sete. Circa un 30% degli anziani autonomi che vivono a domicilio ha introito calorico al di sotto dei livelli raccomandati, di questi circa il 4%, se pur apparentemente in buona salute, presenta malnutrizione per difetto la cui prevalenza sale ancor di più nei soggetti anziani istituzionalizzati, un paradosso per il mondo Occidentale dove l’abbondanza di cibo è la regola.
Una alimentazione corretta è il cardine di un buono stato di salute in qualsiasi fascia di età, ma essendo le esigenze diverse nel giovane, nell’adulto e nell’anziano, diverse devono essere le raccomandazioni nutrizionali. Un giovane che mangia troppo invecchia con più patologie, un anziano che riduce l’introito alimentare mangiando in modo squilibrato accelera il declino del proprio stato di salute con maggiore istituzionalizzazione e prognosi infausta. L’una e l’altra situazione andrebbero prevenute e/o precocemente corrette.
Tutte queste tematiche saranno oggetto di discussione in questo convegno, ove si tratterà anche della utilità di un corretto approccio nutrizionale nelle principali patologie cronico degenerative dell’anziano.
INFO GENERALI
SEDE CONGRESSUALE
Verona
QUOTE DI ADESIONE
Socio Accademia di Geriatria
(In regola con le quote di adesione) € 0,00
Non socio Medico Chirurgo > 35 anni € 183,00 (IVA inclusa)
Non Socio Medico < 35 anni e
altre Professioni Sanitarie € 100,00 (IVA inclusa)
La quota comprende la partecipazione all’evento congressuale e i servizi ristorativi come da programma
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA E PROVIDER ECM
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